Treviso, li 10 dicembre 2020.

Il contributo a fondo perduto

La funzione del contributo a fondo perduto è quella di conferire un aiuto economico concreto al beneficiario, e si concretizza in un intervento finanziario caratterizzato dall’erogazione da parte di un soggetto esterno all’impresa, come ad esempio una finanziaria regionale o una Camera di Commercio, di una somma della quale non si richiederà la restituzione.

Bisogna sottolineare, però, che questo contributo viene effettivamente erogato solo a fronte della presentazione di tutte le fatture relative alle spese pagate per la realizzazione effettiva del progetto.

Ciò significa che il beneficiario di un contributo a fondo perduto dovrà prima sostenere le spese ammesse dal bando, poi, una volta consegnate e verificate tutte le fatture, riceverà effettivamente il contributo.

Eppure… i contributi a fondo perduto non sono tutti uguali! In base alle diverse finalità per cui questo contributo viene concesso è possibile classificarlo in 5 differenti categorie.

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1. Contributo in conto capitale

I contributi in conto capitale hanno come obiettivo l’incremento dei mezzi patrimoniali dell’impresa. Ciò significa che non sono correlati all’obbligo di effettuare specifici investimenti, oppure alla copertura dei costi di gestione.

Solitamente non è richiesta alcuna garanzia all’impresa beneficiaria, a meno che non si preveda l’erogazione di un anticipo.

Questo tipo di contributo è imputato a bilancio in base al principio di competenza, e va collocato alla voce “Proventi e oneri straordinari”.

2. Contributo in conto impianti

I contributi in conto impianti vengono erogati per ridurre il costo di acquisto di beni ammortizzabili con l’obiettivo di incentivare gli investimenti.

Concorre alla formazione del reddito di esercizio, nella stessa misura in cui vi concorre il costo del bene ammortizzabile, sotto forma di quote di ammortamento.

3. Contributo in conto esercizio

È un contributo a fondo perduto riconosciuto alle imprese per far fronte ai costi di gestione (come, ad esempio, costi per il personale, pubblicità, locazioni immobiliari, utenze, etc.) sostenuti nell’esecuzione di un progetto specifico, oppure in momenti specifici della vita della impresa, come quello di start up.

I contributi in conto esercizio vengono erogati allo scopo di integrare i ricavi dell’azienda, o di ridurre i costi d’esercizio, che le imprese sostengono per esigenze legate all’attività produttiva. Per questo motivo, a differenza dei contributi in conto capitale, dal punto di vista fiscale devono essere considerati dei ricavi.

4. Contributo in conto interessi

Il contributo in conto interessi viene concesso a fronte della stipula di un contratto di finanziamentogeneralmente a medio-lungo termine, ed è erogato direttamente dall’ente finanziatore. Di norma, il beneficiario del contributo può scegliere la banca con cui stipulare il finanziamento, tra una serie di banche convenzionate con l’ente erogatore del contributo in conto interessi.

Tale contributo ha lo scopo di ridurre il costo del tasso di interesse applicato al finanziamento stipulato dal beneficiario. L’entità dell’agevolazione è calcolata attualizzando la differenza tra tasso ordinario e tasso agevolato.

Può essere erogato in corrispondenza delle varie scadenze del finanziamento, oppure in un’unica soluzione.

In ogni caso, poichè il finanziamento con la banca è una normale operazione finanziaria, l’impresa sarà sottoposta alla valutazione della capacità di rimborso del finanziamento e dell’esistenza di idonee garanzie.

Questo tipo di operazione può essere realizzata, non solo per piani di investimento materiali o immateriali, ma anche per il ripristino della liquidità aziendale.

5. Contributo in conto canoni

Presenta le stesse caratteristiche del contributo in conto interessi ma è erogato a fronte della stipula di un contratto di locazione finanziaria (leasing). Anche in questo caso lo scopo è quello di abbattere gli oneri di esercizio.

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